domenica 9 settembre 2012

Benvenuti nella terra dei faraoni

Vacanze finite e già superata la prima terrificante settimana lavorativa.

Rientrata dalla settimana che proprio non volevo fare, sono viva e sto benone.
I primi due giorni devo ammettere che sono stati duri, mi sentivo un tantino fuori luogo e il clima mi faceva trascinare come una mezza morta ma il dopo è stato tutto un bell'avvenire.
Raccontare le cose che ho visto, le emozioni che ho vissuto e la realtà che mi ha circondata richiederebbe un'infinità di tempo (è tutta la settimana che torturo i miei genitori con ciò che ho visto), perciò mi limiterò a riportare qui, i pensieri che ogni giorno appuntavo sul mio quadernino di viaggio.

- Il primo lungo viaggio in aereo e realizzare di trovarmi a 11.000 mt. d'altezza dal suolo
- Osservare ciò che c'era sotto e non vedere altro che deserto; sabbia, sabbia, Nilo e ancora sabbia, cercando invano di "beccare" qualche piramide
- L'arrivo in aeroporto e il benvenuto di Alì: "Benvenuti nella terra dei faraoni"
- Rimanere sveglia per 36 ore filate e avere ancora l'energia per assistere allo spettacolo serale
- Il primo giorno e il primo approccio con il Mar Rosso e i suoi meravigliosi coralli e i pesci curiosi che ti passavano fra le gambe e quelli dispettosi che ti pizzicavano e scoprire che in acqua c'erano 32°
- Il vento forte, sempre e ovunque. Il suo rumore incessante e i capelli mai in ordine.
- La malinconia dei primi giorni e la speranza che quei giorni passassero in fretta (mannaggia a me!)
- Le palme illuminate dalla luna sotto i cieli stellati delle notti nel deserto e la luna più grande che abbia mai visto
- La sveglia alle 4 e l'alba sul mare alle 5 del mattino
- Gli spettacoli di cabaret, le risate a crepapelle grazie al mitico Cioccolatino, l'animatore più simpatico dell'universo
- Il sole ustionante alle 8 del mattino e il cielo senza mai una nuvola
- Il bagno caldo la sera, sotto la luce della luna
- La barriera corallina e l'infinità di pesciolini tropicali
- La cena beduina e quella nubiana, i balli tipici e la danza del ventre
- Il geco in camera da letto e le notti insonni
- Monica e Gino e la promessa del viaggio a Firenze
- Luxor, il Tempio di Habu, la Valle dei Re e il Tempio di Karnak, accarezzare quelle mura, quei geroglifici e realizzare l'antichità di quei colossi
- Il degrado al di fuori del villaggio, la carne appesa fuori dai "negozi", gli asini utilizzati come mezzo di trasporto e il Nilo come unica fonte di vita
- I bambini affamati e felici di conoscerci
- L'infinita insistenza dei venditori ambulanti e la fabbrica dei papiri e dell'alabastro
- L'attraversamento del Nilo con un vecchio peschereccio e i bufali immersi nell'acqua
- Il mio fidanzato egiziano Mamoouth
- Le tende beduine nel deserto e le bimbe che volevano i nostri bracciali, la povertà assoluta e la dolcezza nei loro occhi.





Non so se avrò il coraggio di ritornarci ma devo ammettere che è stata un gran bella esperienza.