Sto attraversando un periodo difficilotto.
Quest'anno che finalmente riuscivo a sentire il clima natalizio, la gioia di festeggiare il Natale per la prima volta con la mia nipotina, il conto alla rovescia per viaggio a Roma, la giornata ai mercatini di Natale di Montreux, solo io con la mia dolce mamma, l'aver trovato Casa, con la C maiuscola perché per la prima volta ho sentito la famosa sensazione di calore, un pò come quando trovi l'abito da sposa giusto per te e pensi "si, è lui" (così mi han detto), eppure il tutto è riuscito ad annullarsi nel giro di qualche settimana.
A lavoro ho avuto una notizia che mi ha fatto crollare il mondo addosso, ho lavorato dieci ore al giorno andando avanti a multicentrum, mi sono beccata inutili cazziatoni ed ho assistito a patetiche scene di isterismo, mia nonna ha avuto un altro ictus e mia mamma non la vedo praticamente più, in tutto questo il mio umore è sottoterra e non riesco a vedere nulla di buono e la conclusione di tutto ciò è che se i Maya avessero avuto ragione, forse, non mi sarebbe dispiaciuto così tanto.
Ho una rabbia che mi sta contorcendo lo stomaco, in bocca ho soltanto il sapore della bile. Sono arrabbiata con tutto, con mia mamma che dedica se stessa alla malattia di mia nonna e non rendendosene conto se ne va lentamente con lei, ed io ho bisogno di lei, con mia nonna, perchè non doveva andare così, con un dio che non esiste, con l'Italia e il mondo intero che non ci danno l'opportunità di crearci un futuro, con me stessa perchè sono sempre stata tanto forte e non riesco più a reagire, subisco passivamente e piango, di notte quando nessuno mi sente, di giorno tra le vie isolate quando nessuno mi vede, tra la gente che mi guarda curiosa quando non riesco più a tenere ciò che ho dentro. E' un periodo così, di quelli che capitano a tutti.
Ci sarà un altro Natale, magari il prossimo anno.